lunedì 7 novembre 2016

Una giornata come le altre

"Domani mi sveglio prima così arrivo prima in ufficio e ho il tempo per completare il lavoro prima che sopraggiungano i colleghi e comincino ad annegarmi di domande."

E' quello che mi son detto prima di chiudere gli occhi, con la mia bella sveglia impostata sulle 6 in punto del mattino.

Ore 7.30, sveglio come un orso in letargo, dopo le preparazioni di rito, mi appresto ad affrontare una giornata di lavoro.

Parola d'ordine: lavorare, produrre, recuperare il tempo perso da colleghi che, del tutto ignari di cosa stiamo facendo, si apprestano a guidare i lavori, lavori che in qualità di persona seria, mi sento in dovere di portare a termine, io e il mio gruppo, poveri lavoratori che da anni subiscono i capricci di noi italiani.

E mentre lavoro, ragiono, bestemmio, rispondo, chiacchiero, rido... produco, un unico pensiero mi passa per la mente: "un giorno sarò io il padrone della baracca, LA MIA!"

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