"Domani mi sveglio prima così arrivo prima in ufficio e ho il tempo per completare il lavoro prima che sopraggiungano i colleghi e comincino ad annegarmi di domande."
E' quello che mi son detto prima di chiudere gli occhi, con la mia bella sveglia impostata sulle 6 in punto del mattino.
Ore 7.30, sveglio come un orso in letargo, dopo le preparazioni di rito, mi appresto ad affrontare una giornata di lavoro.
Parola d'ordine: lavorare, produrre, recuperare il tempo perso da colleghi che, del tutto ignari di cosa stiamo facendo, si apprestano a guidare i lavori, lavori che in qualità di persona seria, mi sento in dovere di portare a termine, io e il mio gruppo, poveri lavoratori che da anni subiscono i capricci di noi italiani.
E mentre lavoro, ragiono, bestemmio, rispondo, chiacchiero, rido... produco, un unico pensiero mi passa per la mente: "un giorno sarò io il padrone della baracca, LA MIA!"
lunedì 7 novembre 2016
domenica 6 novembre 2016
Scrivi che ti passa
"Nei prossimi quattro giorni, mettete per iscritto le emozioni più profonde e i pensieri sui turbamenti emotivi che hanno influenzato maggiormente la vostra vita. Quando scrivete non ponetevi limiti, sfogatevi ed esplorate l'evento e le conseguenze che ha avuto per voi. Potete mettere in relazione l'esperienza con l'infanzia, i rapporti con i genitori, le persone che avete amato o amate ora, perfino il lavoro. Scrivete senza fermarvi per venti minuti".
Ed eccomi, qui partono i miei 20 minuti.
Le emozioni più profonde e i pensieri emotivi che hanno influenzato maggiormente la mia vita?
La paura della povertà, la paura di un futuro infelice, per me e per i miei cari, forse data da un passato travagliato in cui da piccolo sentivo di vivere sulla mia pelle l'infelicità dei miei genitori, come se quello che per altre persone è pura quotidianità. per la mia famiglia era sacrificio, sacrificio che i miei genitori facevano tutti i giorni della loro vita per i loro figli.
E forse dentro di me, ero lì a pensare cosa avrei potuto fare affinché questo non continuasse a succedere. Ho portato dentro queste emozioni e questi pensieri dentro di me per anni. Ora sono grande e sento ancora dentro di me il peso e la voglia di garantire un futuro migliore, a costo del mio personale annullamento.
Ed eccomi, qui partono i miei 20 minuti.
Le emozioni più profonde e i pensieri emotivi che hanno influenzato maggiormente la mia vita?
La paura della povertà, la paura di un futuro infelice, per me e per i miei cari, forse data da un passato travagliato in cui da piccolo sentivo di vivere sulla mia pelle l'infelicità dei miei genitori, come se quello che per altre persone è pura quotidianità. per la mia famiglia era sacrificio, sacrificio che i miei genitori facevano tutti i giorni della loro vita per i loro figli.
E forse dentro di me, ero lì a pensare cosa avrei potuto fare affinché questo non continuasse a succedere. Ho portato dentro queste emozioni e questi pensieri dentro di me per anni. Ora sono grande e sento ancora dentro di me il peso e la voglia di garantire un futuro migliore, a costo del mio personale annullamento.
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